il tempo e la morte

Un tema proposto dall’esistenzialismo e da Heidegger è quello della temporalità: certo si tratta anzitutto di un tema cosmologico, ma ha ormai acquisito, crediamo meritatamente, uno spazio anche in antropologia. Siamo esseri temporali, per l’EsserCi l’essere-per-la-morte non è un particolare, ma ha un rilievo di primo piano. In qualche modo quindi la temporalità come dimensione […]

come pensare l'atomismo scientifico

Ci sembra che il problema possa essere posto così: che realtà hanno gli atomi (e le loro particelle), di cui parla la fisica? Si tratta di realtà? Si tratta di una mappatura esaustiva della realtà (materiale) o di una sua mappatura parziale? Propendiamo per la seconda alternativa: una mappatura parziale, l’esito di una procedura che […]

dovere e finalismo

Ho aggiornato la pagine sull’etica del wiki di filosofico.org, come segue: il fondamento dell’etica «Conviene» o «bisogna» (fare così)? La prospettiva scettico-relativista nega l’esistenza di un obbligo morale, che viene invece affermata dalle altre impostazioni (non classificabili, ci risulta, con un unica denominazione). In effetti il campo dele etiche non-relativistiche è più ampio di quello […]

il problema più urgente

Abbiamo già annotato come la filosofia non possa essere distaccata curiositas, ma mobilitante impegno di chiarificazione intellettuale mosso dall’urgenza delle domande esistenziali. Così i problemi più urganti sono 1) quello della morte (e del male) da un lato e 2) quello del desiderio, dall’altro: in realtà si tratta del medesimo problema, considerato da due lati, […]

Putnam come pensatore ebraico

Farà storcere il naso a molti, convinti della immacolata purezza della filosofia, ma voglio comunicare questo pensiero, a cui del resto non attribuisco alcuna pretesa di assolutezza, essendo solo una ipotesi: che Putnam sia in qualche modo influenzato dalla sua religione di appartenenza nel nucleo del suo pensiero filosofico, soprattutto relativamente al problema del riferimento. […]

quale filosofia

Ognuno di noi potrebbe morire oggi, tra un’ora, tra un minuto. Per questo la filosofia, urgente meditazione sul senso dell’esistere, non può permettersi il lusso di essere “per domani”. Deve essere per oggi, “per adesso”. Per adesso non nel senso di “provvisoriamente”, ma anzi nel senso di “compiuta adesso”, almeno nel suo nucleo essenziale. Una […]

Rorty: conversazione?

Ho da poco finito di leggere La filosofia specchio della natura di Rorty. Senza dubbio Rorty è un filosofo intelligente, inoltre a differenza di altri analitici non disdegna di riflettere sulle idee dei “continentali”, il che va a suo merito, inoltre scrive in modo al contempo gradevole e denso. La sua conclusione tuttavia, come un […]

Rorty e la storia della filosofia

Rispetto ad altri filosofi anglosassoni Rorty dimostra un interesse per la storia della filosofia molto maggiore, la sua considerazione spazia dall’antichità (fondamentalmente Platone e Aristotele) ai moderni (soprattutto Cartesio e Locke), saltando, ahinoi, il pensiero medioevale. Tuttavia, tale ammirevole sforzo di allargamento dei propri orizzonti non impedisce a Rorty di sostenere delle tesi perlomeno bizzarre, […]

conoscenza di e conoscenza che (Rorty)

Leggendo Rorty trovo la suddetta contrapposizione. Avevo sempre pensato che conoscenza proposizionale fosse una espressione tutto sommato innocente, sostanzialmente equivalente a “conoscenza concettuale”. Le tesi di Rorty mi fanno invece pensare che non è così, e che tale espressione si adatti (un po’ troppo) a una conoscenza concepita come “conoscenza che”. Contrapposta appunto a “conoscenza […]

come valutare la filosofia analitica?

Mon, 03/30/2009 – 11:50 — Bertoldi Ancora oggi è l’impostazione analitica a prediminare nel panorama filosofico internazionale: che cosa pensarne, al di là del (presumo) ovvio non rifiutarne l’apporto senza tuttavia appiattirsi su una acritica sudditanza a una impostazione con potenzialità naturalistiche e antimetafisiche non sottovalutabili?