Ho aggiornato la pagine sull’etica del wiki di filosofico.org, come segue:
il fondamento dell’etica
«Conviene» o «bisogna» (fare così)? La prospettiva scettico-relativista nega l’esistenza di un obbligo morale, che viene invece affermata dalle altre impostazioni (non classificabili, ci risulta, con un unica denominazione). In effetti il campo dele etiche non-relativistiche è più ampio di quello delle teorie della conoscenza non-relativistiche: emblematico rimane il caso di Kant, che non cessa di avere anche nell’attuale panorama filosofico un seguito consistente.
Tuttavia un vero fondamento dell’obbligo morale, a nostro avviso, suppone un riferimeno alla Trascendenza: solo se esiste l’Infinitamente perfetto, a cui debbo tutto (avendomi dato l’essere e avendolo dato a tutto il finito), devo, al contempo per gratitudine e perché da Lui spero il mio totale compimento, la felicità, seguire le sue indicazioni, da lui iscritte anzitutto nella mia natura, e specificate poi soprannaturalmente nella Sua rivelazione.
Non esiste in effetti reale alternativa tra dovere e finalismo: nella mia natura è iscritto il desiderio di perfetta felicità, che superi perciò la barriera della morte, che mi spinge a seguire tutto ciò che mi porta a compierlo (la legge morale, a cui sono obbligato, ma non kantianamente, non senza una ragione). Non vi è un «fai così perché devi», ma un «fai così, se vuoi essere perfettamente felice, ciò che non puoi (non sta a te) non volere». L’ipoteticità dell’imperativo non lo flette in direzione relativistica, ma ne mantiene tutta la forza di obbligazione.