Ardi: un anello di congiunzione

Citiamo da wikipedia: “Il 2 ottobre 2009 viene pubblicata una ricerca dalla rivista Science, da uno studio svolto in Messico condotto dall’americano Giday WoldeGabriel, che afferma il ritrovamento nel sito di Aramis (deserto dell’ Afar in Etiopia) e la ricostruzione parziale di uno scheletro femminile di Ardipithecus ramidus che comprendeva il cranio, i denti, le pelvi, le mani e i piedi; vissuta nella desertica regione dell’Afar in Etiopia, aveva una scatola cranica piuttosto piccola, pesava sui 50 chili ed era alta 120 centimetri.
(…) Ardi era vissuta 4,4 milioni di anni fa. Questo fossile è dunque ben più antico della famosa Lucy, l’ Australopithecus afarensis (…) considerato fino a quel momento il più antico ominide, ma che è datato a 3,2 milioni di anni fa.
Dalla forma delle pelvi e degli arti, gli studiosi ritengono che Ardi fosse potenzialmente in grado di camminare in forma eretta sul terreno; la presenza di un alluce mobile nel piede indica invece che utilizzava tutti e quattro gli arti quando si arrampicava sugli alberi. L’ A. ramidus aveva quindi una capacità di deambulazione molto più primitiva dei successivi ominidi.”

 Si tratterebbe dunque, in parole povere, di un anello di congiunzione tra la scimmia e l’uomo. Un’intelligenza credente non ha paura dell’evoluzionismo, e guarda con attenzione a tutte le scoperte scientifiche anche in questo campo.
Sapendo che una cosa la scienza non potrà mai negare: la spiritualità dell’uomo. Più esattamente non la potrà mai né negare né affermare, perché esula di diritto dai suoi confini: lo spirito non è scientificamente oggettivabile. Derivi dunque pure il corpo umano dalla scimmia: resta la domanda se l’uomo sia solo corpo. A questa domenda non la scienza, ma la filosofia è chiamata a rispondere.

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Author: intellectualia

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