quale filosofia

Ognuno di noi potrebbe morire oggi, tra un’ora, tra un minuto. Per questo la filosofia, urgente meditazione sul senso dell’esistere, non può permettersi il lusso di essere “per domani”. Deve essere per oggi, “per adesso”. Per adesso non nel senso di “provvisoriamente”, ma anzi nel senso di “compiuta adesso”, almeno nel suo nucleo essenziale.
Una filosofia che non servisse ora, per me, qui, non sarebbe utile, fallirebbe il suo scopo.
Per questo il metodo analitico può solo avere un valore ausiliario, ancillare. Per semplice o semplificato che sia, voglio il tutto, ora, qui.
L’essenziale o è dato ora, o non lo sarà mai. Non può essere complicato: o è semplice (lo è se c’è il Mistero buono creatore di tutto, che non può dare lo scorpione del dubbio al posto del pane della verità) o non è (non sarebbe se alla base di tutto ci fosse il nulla, ma allora a che varrebbe una paziente e umila analisi?).
Una analisi del linguaggio che non ci dicesse qualcosa, e qualcosa di certo, su ciò che è la realtà, su ciò che noi siamo in realtà, sul nostro destino, non potrebbe pretendere di esaurire lo spazio della ricerca filosofica, ma dovrebbe, più umilmente, concepirsi come integrazione complementare e accessoria. Utile, ma subordinata.

fbertoldi
Author: fbertoldi

Lascia un commento