Terra gemella

Ovviamente ci riferiamo a Putnam. Per lui il riferimento non è dato, come per Searle, da un grappolo di caratteristiche concettualizzabili, ma è nella realtà; in altri termini la Bedeutung non è semplicemente la somma dei Sinn, la denotazione non è la somma delle connotazioni di un certo oggetto. Così ciò che i terresti  pensano […]

Leggendo Possenti 2018

Le essenze Conosciamo le essenze? Bisogna intendersi (Possenti non lo chiarisce bene, pecca di ottimismo gnoseologico probabilmente): se per essenze si intende il ciò per cui una una specie è quella specie o ciò per cui un individuo è quell’individuo, noi non conosciamo le essenze, se non, entro certi limiti, l’essenza dell’uomo; se per essenze […]

Intenzionalità = intensionalità? (Chisholm)

La risposta è no: per il motivo che giustamente riporta Simone Gozzano, cioè che la tesi della equivalenza tra i due concetti porta al dualismo cartesiano, che però non è, come sembra suggerire Gozzano, l’unica né la più valida alternativa al monismo materialista. Il pensiero intenziona il reale, non sé stesso, le proprie idee. Con […]

desiderio e intelligenza

Il desiderio (/volontà) ha una apertura maggiore dell’intelligenza o no? A mio parere sì: infatti noi desideriamo Dio più di quanto lo conosciamo. Questo è vero soprattutto in S.Agostino, mentre lo è di meno in S.Tommaso, e non è, direi, per niente in Giacomo Contri, per il quale si vuole esattamente in base a ciò […]

Un cristiano, tanto più oggi

… può essere entusiasta per una Presenza o allarmato per una assenza. I cristiani di Tempi appartiene a quest’ultima categoria. Sono allarmati per l’assenza dei valori cristiani dallo Stato e per l’emergere prepotente dei nemici dei valori cristiani.

Su Peirce e il dubbio

Peirce critica il dubbio universale di Cartesio: non si può dubitare in generale e senza presupposti, si dubita sempre di questa o quella cosa. Ma Peirce si dimostra un po’ superficiale: il dubbio cartesiano, o meglio agostiniano scettico, ha ragione d’essere perché noi aspiriamo alla totalità e invece abbiamo a che fare con della parzialità, […]

sulla conoscenza nella filosofia analitica

La filosofia analitica affronta davvero la teoria della conoscenza? O ciò di cui crede di parlare, con questa espressione, è in realtà un’altra cosa, non filosofia ma scienza, o almeno qualcosa a metà tra filosofia e scienza? Non si chiede in effetti se e che cosa conosciamo, quando conosciamo validamente, ma solo come conosciamo, quando […]

S.Agostino: un Cartesio ante litteram?

Un mio amico filosofo, giustamente (anche se non oltre un certo punto, secondo me) critico di Cartesio, come colui che ha separato esperienza da ragione, tende a proiettare sul Santo di Ippona gli errori del filosofo francese. A me tuttavia pare che ci siano forti differenze. Prendiamo la gnoseologia (mi si lasci usare questo termine, […]

Rileggendo Quine

Quine non ha tutti i torti a rifiutare (ne I due dogmi dell’empirismo) il modo con cui gli empiristi (logici) distinguono verità analitiche (universali e staccate dall’esperienza) e verità sintetiche (basate sull’esperienza, ma non universali), ma si sbaglia a ricondurre tutto il sapere a verità sintetiche nel senso da lui inteso: l’intelligenza umana infatti può […]

comprendere

Comprensione: per Heidegger: proiettare delle possibilità; per me: esistenzialmente rapportare un particolare al tutto, ossia al cuore, esigenza di felicità; più tecnicamente risolvere un asserto particolare nelle sue ragioni, ultimamente nei principi supremi (capire perché questa cosa sia così vuol dire riportarla a stati, a leggi più universali, e via via fino alle leggi universalissime). […]