sulla conoscenza nella filosofia analitica

La filosofia analitica affronta davvero la teoria della conoscenza? O ciò di cui crede di parlare, con questa espressione, è in realtà un’altra cosa, non filosofia ma scienza, o almeno qualcosa a metà tra filosofia e scienza?

Non si chiede in effetti se e che cosa conosciamo, quando conosciamo validamente, ma solo come conosciamo, quando conosciamo validamente.

La stessa, celebre definizione di sapere come “credenza vera e giustificata” appare più scientifica (logico-psicologica) che filosofica (gnoseologica): manca una problematizzazione della, centrale, questione “p è vera”: che cosa vuol dire essere vero?

Come faccio, inoltre, a sapere che p è vero? Se conoscenza è inevitabilmente credenza allora essere vero si esaurisce nell’essere creduto giustificatamente. Dunque la formula dovrebbe essere non “credenza vera e giustificata”, ma “credenza giustificata”.

 

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Author: intellectualia