Peirce critica il dubbio universale di Cartesio: non si può dubitare in generale e senza presupposti, si dubita sempre di questa o quella cosa. Ma Peirce si dimostra un po’ superficiale: il dubbio cartesiano, o meglio agostiniano scettico, ha ragione d’essere perché noi aspiriamo alla totalità e invece abbiamo a che fare con della parzialità, che ci appare insostenibilmente leggera.