Trump può essere utile?

Trump

Lo può, cioè, anche per chi pur non condividendo certi suoi importanti presupposti, come il riconoscimento di una giustizia naturale, trova che certe sue azioni possano sortire effetti positivi? Penso ad esempio ad fatto che Trump a parole insulta Zelenskj ed elogia Putin, ma nei fatti  ha causato (eliminando Maduro) o potrebbe causare (eliminando il regime teocratico iraniano) più danni lui a Putin di quanti gliene abbiano causati Biden e molti leader europei.

La risposta non è facile: da un lato occorre evitare uno schizzinoso e astratto “purismo”, che rifiuta tutto ciò che proviene da qualcuno di cui non si condividono presupposti essenziali. C’è un pragmatismo che può essere “sano”.

Dall’altro occorre tener conto che, come la storia ha più volte insegnato, non basta essere nemico dei propri nemici, per essere degno di fiducia e di appoggio.

La risposta dunque non è facile. Due coordinate però possono aiutare: una è che da un lato la storia è nelle mani di un Altro, che può trarre del bene anche dal male, l’altra è che, d’altro lato, è comunque necessario chiamare le cose col loro nome, ed essere il più chiari e trasparenti possibile nelle valutazioni. Di conseguenza occorre servirsi di Trump, nella misura in cui ciò è possibile, senza diventarne succubi, senza servirlo. Occorre una disponibilità a collaborare condizionata, circoscritta e vigile. In omaggio alla indicazione paolina (1 Tessalonicesi 5,21: “πάντα δὲ δοκιμάζετε, τὸ καλὸν κατέχετε”): “esaminate ogni cosa” (senza pregiudizi rigidamente e astrattamente puristici), “trattenete” [solo] “ciò che vale” (senza ingenuità, senza firmare assegni in bianco).

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Author: Intellectualia

Autore dei siti del gruppo Cultura nuova

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