«Ogni guerra lascia il mondo peggiore di come lo ha trovato.» (papa Francesco, Fratelli tutti, § 261)
Questa frase di papa Francesco, che spesso si sente ripetere, merita qualche precisazione. Non c’è dubbio che la guerra sia un male. Bisogna vedere se sia sempre il male maggiore. Bisogna vedere se nel caso di aggressioni, tanto più se mosse da poteri sanguinari, una guerra difensiva non sia il male minore.
Si è già ricordato come la stessa Chiesa non solo ha ammesso la legittima difesa, ma ha in passato incitato alla guerra, laddove l’entità di un pericolo non altrimenti scongiurabile, la giustificava.
Ma vediamo ora se è vero che «ogni guerra lascia il mondo peggiore di come lo ha trovato».
Ad esempio era peggiore la Germania uscita dalla Seconda Guerra mondiale rispetto alla Germania nazista, la Germania aggressivamente espansionista, che proclamava la necessità di affermare la pura razza ariana e mandava milioni di ebrei nelle camera gas? Non sembra lo sia stata, né dal punto di vista dei valori affermati né dal punto di vista del benessere.
Era peggiore il Giappone uscito dalla Seconda Guerra mondiale rispetto al Giappone, militarista ed espansionista che esisteva prima, resosi responsabile di diversi crimini di guerra, soprattutto in Cina?Anche lì: ne è uscito un Giappone democratico, rispettoso dei diritti umani e pacifico.
Era peggiore l’Italia uscita dalla Seconda Guerra Mondiale dell’Italia fascista, dittatoriale e militarista?
Ma facciamo anche un veloce passo indietro: era peggiore l’Europa dopo la vittoria sugli Arabi a Poitiers? Sarebbe stato meglio lasciar islamizzare l’Europa? Era peggiore l’Europa dopo la vittoria Lepanto? E dopo la vittoria sui Turchi di Vienna? Anche lì, sarebbe stato meglio lasciar islamizzare l’Europa?
Per questi, ed altri possibili esempi, non pare si possa essere così categorici. Sembra più rispondente alla verità totale inserirsi nel solco del lungo pensiero della Chiesa: la guerra è sempre un male. Ma una guerra difensiva può essere il male minore. Che non lascia il mondo peggiore di prima.