La Chiesa (cattolica) ha sempre condannato la guerra? No. A dire il vero nemmeno oggi il Magistero della Chiesa esclude nemmeno oggi. Ad esempio la Chiesa non ha mai negato la legittimità della propria difesa (la “legittima difesa”).
§ 2304 Il rispetto e lo sviluppo della vita umana richiedono la pace. La pace non è la semplice assenza della guerra e non può ridursi ad assicurare l’equilibrio delle forze contrastanti. La pace non si può ottenere sulla terra senza la tutela dei beni delle persone, la libera comunicazione tra gli esseri umani, il rispetto della dignità delle persone e dei popoli, l’assidua pratica della fratellanza. E’ la “tranquillità dell’ordine” [Sant’Agostino, De civitate Dei, 19, 13]. E’ frutto della giustizia [Cf Is 32,17 ] ed effetto della carità [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 78].
§ 2317 Le ingiustizie, gli eccessivi squilibri di carattere economico o sociale, l’invidia, la diffidenza e l’orgoglio che dannosamente imperversano tra gli uomini e le nazioni, minacciano incessantemente la pace e causano le guerre. Tutto quanto si fa per eliminare questi disordini contribuisce a costruire la pace e ad evitare la guerra:
Gli uomini, in quanto peccatori, sono e saranno sempre sotto la minaccia della guerra fino alla venuta di Cristo; ma, in quanto riescono, uniti nell’amore, a vincere il peccato, essi vincono anche la violenza, fino alla realizzazione di quella parola divina: “Con le loro spade costruiranno aratri e falci con le loro lance; nessun popolo prenderà più le armi contro un altro popolo, né si eserciteranno più per la guerra” ( Is 2,4 ) [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 78].
In passato l’autorità ecclesiastica ha non solo legittimato delle guerre, ma le ha attivamente promosse: è il caso, ben conosciuto della crociata, che era una azione militare, benedetta e incoraggiata dalla Chiesa.
Ma qualcosa del genera capita anche dopo il Medioevo, ad esempio allorché il Papato si fece promotore di una lega (la “Lega Santa”) di sovrani cristiani contro i Turchi (mussulmani), dando vita a quella guerra che portò alla vittoria di Lepanto (ottobre 1571).
Certo, in tali casi e altri simili, si trattava di guerre di difesa , quantomeno per la coscienza dell’epoca in cui avvennero era perfettamente ragionevole fossero pensate come tali.
In sintesi: la guerra è un male, e deriva dal peccato. Memorabili sono gli appelli di Benedetto XV contro la “inutile strage” della Prima Guerra Mondiale. Come pure gli accorati appelli dei papi più recenti, pensiamo a Giovanni Paolo II e alla Prima Guerra del Golfo. Ma ci sono casi in cui è il male minore, laddove si tratta di salvaguardare un valore più grande della stessa vita fisica. Lo stesso Giovanni Paolo II aveva formulato il concetto di “ingerenza umanitaria”:
«Una volta che tutte le possibilità offerte dai negoziati diplomatici, i processi previsti dalle convenzioni e dalle organizzazioni internazionali siano stati messi in atto, e che, nonostante questo, delle intere popolazioni sono sul punto di soccombere sotto i colpi di un ingiusto aggressore, gli Stati non hanno più il “diritto all’indifferenza”. Sembra proprio che il loro dovere sia di disarmare questo aggressore, se tutti gli altri mezzi si sono rivelati inefficaci.» (Discorso ai membri del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, L’Osservatore Romano 17.01.1993)