Un simbolo cosmico

La comunità scientifica è oggi abbastanza concorde nell’indicare la attuale grandezza dell’Universo in 46 miliardi di anni-luce.

Ma è ampiamente affermata anche la tesi che all’inizio, 13,7 miliardi di anni fa, questo stesso Universo avesse delle dimensioni ultra-microscopiche: come spiega Paolo Musso «a 10-43 secondi» dall’inizio (da quando ha iniziato a esistere) «l’universo ha un diametro di 10-33 cm, pari alla lunghezza di Planck».

Davvero mirabile questo passaggio dall’incredibilmente piccolo all’incredibilmente grande. Che significato può avere ciò, in un’ottica teistica?

In un’ottica teistica, se ciò l’universo lo ha creato dal nulla l’Infinitamente Perfetto, Dio, allora esso è segno, segno di Lui. Tutto ciò che vediamo, cioè, ci dice qualcosa di Lui, che non vediamo.

E in particolare questo passaggio dall’incredibilmente piccolo all’incredibilmente grande può essere visto come un simbolo di ciò a cui siamo chiamati, per la fede cristiana: a diventare, noi creature finite, come Dio, come l’Infinito. In Cristo, Uomo-Dio, Infinito fattosi finito per infinitizzarci.

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Author: intellectualia