perché no?

L’area populista è (giustamente) preoccupata che gli immigrati islamici, più prolifici, possano sopraffare i meno prolifici europei. E per questo si mette di traverso rispetto agli obiettivi dei diritti lgbt, perché pensano che più questi si affermano, meno gli europei farebbero figli e più grave diventerebbe pericolo di una (riuscita) invasione/sopraffazione islamica.
Ora io penso, da un lato, che gli orientamenti sessuali “diversi” siano una conseguenza del peccato originale e che non sia eticamente accettabile dare attuazione fisica agli orientamenti “diversi”. Tuttavia, d’altro lato, la stessa saggezza della Chiesa, nel “nuovo” (ma non ancora ben letto) Catechismo riconosce che l’orientamento sessuale “diverso” non è una scelta, ma una condizione. Quindi permettere che persone dello stesso sesso possano relazionarsi stabilmente (in modo fraterno e non sponsale, se non vogliono peccare) in modo riconosciuto dallo Stato non dovrebbe essere visto come inaccettabile. Tale riconoscimento (giuridico) non legittima (eticamente) la consumazione di rapporti sessuali contro natura; ma favorisce la stabilità e offre una qualche forma di possibile assetto anche socialmente accettabile: la società e lo Stato hanno tutto l’interesse che tra le persone ci siano legami stabili, piuttosto che nomadismo affettivo e compulsività sfrenata.
Dico uno sproposito: dal momento che quella “diversa” è una condizione e non una scelta, e dal momento quindi che prima o poi le leggi statali dovranno riconoscere tale dato di fatto, dando una veste giuridica a un assetto che renda accettabile la vita di chi si trova in tale condizione, dal momento cioè che la storia va giustamente (dove giusto, ripetiamo, non è il comportamento sessuale “diverso”, che è contro natura ed è dovere etico evitare, ma il formarsi di un legame affettivo stabile, giuridicamente riconosciuto) in tale direzione, perché allora, piuttosto che frenare la storia in Occidente, non pensare ad accelerarla presso i popoli del terzo mondo e in particolare gli islamici? Perché non fare pressioni perché anche in quei gruppi e paesi si riconoscano, per esempio, le unioni civili?
Se uno pensa che tale riconoscimento freni la spinta demografica, e se uno pensa che la spinta demografica dei maomettani sia pericolosamente eccessiva, perché non puntare su tale obiettivo?
Così, tra l’altro, si farebbe “scoppiare la contraddizione”, come si diceva negli anni ’70, di quegli esponenti di quella (parte della) sinistra che credono di poter essere, allo stesso tempo, filoislamici e filo-lgbt.
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Author: intellectualia