demonizzare

«Erstens haben alle politischen Begriffe, Vorstellungen und Worte einen polemischen Sinn; sie haben eine konkrete Gegensätzlichkeit im Auge, sind an eine konkrete Situation gebunden, deren letzte Konsequenz eine (in Krieg oder Revolution sich äußernde) Freund-Feindgruppierung ist, und werden zu leeren und gespenstischen Abstraktionen, wenn diese Situation entfällt. Worte wie Staat, Republik, Gesellschaft, Klasse, ferner: Souveränität, Rechtsstaat, Absolutismus, Diktatur, Plan, neutraler oder totaler Staat usw. sind unverständlich, wenn man nicht weiß, wer in concreto durch ein solches Wort getroffen, bekämpft, negiert und widerlegt werden soll.»

Schmitt – Der Begriff des Politischen, tr.it. Il concetto di politico in Le categorie del politico, p. 108, 113

Demonizzare è demoniaco. Il diavolo esiste, e non è semplicemente un simbolo, ma una realtà personale, come per due millenni la tradizione cristiana ha insegnato.

La sua opera consiste nel cercare di distruggere il disegno di Dio, danneggiandoLo il più possibile, e siccome egli non può danneggiare direttamente Dio, danneggia la sua opera, la sua creazione e in particolare l’uomo. Il diavolo odia Dio e odia l’uomo.

Come fa a danneggiare l’uomo? Facendogli credere vere cose false e false cose vere, facendogli credere buone cose cattive e cattive cose buone. In particolare egli mira a mettere gli esseri umani gli uni contro gli altri, ama suscitare odio e guerra, a tutti i livelli e in tutti gli ambiti. Per farlo uno dei suoi trucchi è quello di minimizzare le colpe che uno è disposto ad attribuire a sé e massimizzare le colpe che uno vede, o crede di vedere, negli altri. Grygiel parlava di «specchio deformante» con cui la Menzogna cerca di farci percepire gli altri, mentre saggiamente S.Benedetto ammoniva i suoi monaci a pensare sempre che la colpa sia anzitutto propria: «malum vero sempre a se factum sciat et sibi reputet» (Regula)

Per questo è assecondare il diavolo pensare a sé come privo di difetti e pensare agli altri come enormemente, spaventosamente, mostruosamente cattivi. Anche se è vero che in certi casi alcuni esseri umani sono effettivamente (stati) capaci di azioni mostruose: ma anche in quei casi ad essere mostruoso, bestiale non era l’essere umano, che rimane immagine e somiglianza di Dio, ma il suo agire. Le azioni di uno possono essere bestiali, ma non abbiamo diritto di chiamare bestia chi le compie, «che quel può surgere e quel può cadere» (Dante):

«Non creda donna Berta e ser Martino,
per vedere un furare, altro offerere,
vederli dentro al consiglio divino;
ché quel può surgere, e quel può cadere».
Dante, Paradiso, canto XIII

E anche in quei casi dovremmo cercare di percuoterci il petto: se c’è stato il nazismo è perché c’è stato il comunismo, e se c’è stato il comunismo è perché i cristiani non hanno saputo affrontare, per pigrizia conformistica ed egoismo, il problema della giustizia sociale. La responsabilità è sempre al tempo stesso personale (ma quanto lo sia per ognuno di noi in rapporto ai singoli specifici fatti lo sa solo il Mistero) e comunitaria, nel senso che siamo tutti, con buona pace di Caino, «custodi dei nostri fratelli».

Per questo, anche in politica, è sbagliato pensare: «io ho il monopolio della verità, io ho ragione al 100%, gli altri hanno il monopolio dell’errore, hanno torto al 100%.», «noi siamo i puri, gli altri fanno schifo»: è cadere nelle reti del Maligno. Come è cadere nella sua rete pensare che il Maligno sia solo in certi fatti e in certe persone, quando invece la sua azione è a 360 gradi, in tutti e in tutto. Come in tutti e in tutto è all’opera anche il Bene, Cristo. E’ la lotta tra la due città (S.Agostino), e il confine tra la città di Dio e la città del diavolo passa attraverso il cuore di ogni uomo: nessuno è totalmente appartenente alla civitas Dei e nessuno è totalmente appartenente alla civitas diaboli.

L’atteggiamento di chi è perennemente affannato a trovare gli sbagli degli altri, cioè a trovare negli altri gli sbagli invece di valorizzare anzitutto il positivo, al limite i bei denti bianchi in una carogna putrescente, è sbagliato: demonizzare è demoniaco. Anche in politica: «tu sei un bene per me».

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Author: intellectualia