La decisione del governo di impugnare la legge regionale toscana sul fine vita ha suscitato polemiche. Qualche breve, frammentaria, riflessione da un punto di vista soprattutto costituzionale. Senza entrare nel merito dei contenuti di questa legge.
1) Dal punto di vista metodologico.
1a) E’ da vedere se una singola regione abbia facoltà di legiferare su un tema come il fine vita. Quindi è da vedere se la Regione Toscana abbia agito nei limiti costituzionali assegnati a una Regione. Al di là del contenuto di questa legge.
1b) In questo senso se il ricorso del governo non riguarda il merito della legge, ma il suo possibile travalicamento delle competenze regionali, esso avrebbe un suo legittimo senso.
2) Dal punto di vista contenutistico.
2a) Le forze politiche che formano il governo hanno tutto il diritto di contrastare, anche nel merito, una legge che non condividono.
2b) Ma un governo in quanto tale dovrebbe circoscrivere il campo della sua attività al piano esecutivo, evitando il più possibile di debordare sul piano legislativo. Da un punto di vista costituzionale le leggi le deve fare il parlamento (titolare del potere legislativo), non il governo. Altrimenti salta la distinzione, già stabilita da Montesquieu ed essenziale alla democrazia, tra legislativo ed esecutivo. E i parlamentari diventano meri esecutori di ordini di scuderia. Una legge, tanto più se di tipo valoriale e non economico, dovrebbe essere il frutto della massima collaborazione tra tutte le forze politiche, così da avere il massimo consenso e la massima probabilità di durata nel tempo.