DL sicurezza: un attacco alla libertà?

A me sembra che il decreto sicurezza di cui io confesso di aver letto soltanto il riassunto che ne hanno fatto la Repubblica e Il Sole 24 ore, non cada nelle accuse che gli vengono fatte dalle opposizioni, ossia non sia liberticida.
Se delle tentazioni autoritarie il governo Meloni ha dimostrato queste vanno cercate altrove: per esempio riguardo alla Rai (telemeloni) o riguardo al piglio decisionistico con cui vuole procedere con il premierato (non si fanno riforme costituzionali rifiutando il dialogo con l’opposizione). Ma nel decreto sicurezza io non trovo niente di particolarmente eccepibile, anzi.

Il fatto ad esempio che vengano sanzionate delle forme di protesta estreme, non mi sembra un attacco alla libertà. Per la ragione molto semplice che uno può esprimere la sua protesta senza creare artificiosamente un disagio agli altri, come lo è sbarrare delle strade o delle vie di comunicazione. Personalmente trovo che questa modalità di protesta sia ben più lesiva della libertà altrui di quanto non lo sia il fatto di proibirla.

Analogamente trovo che la possibilità di sgombrare rapidamente una casa occupata abusivamente, e di restituirla al suo legittimo proprietario, che tra l’altro non è necessariamente una persona ricca sfondata ma può essere benissimo un poveraccio che ha dovuto assentarsi da casa per un certo periodo, sia qualcosa di assolutamente positivo e assolutamente giusto. Era ora!

Anche il fatto di garantire alle forze dell’ordine maggiori tutele non mi appare un attacco alla libertà di manifestazione e di espressione, in quanto recentemente siamo stati davanti a forme di intimidazione francamente inaccettabili nei confronti delle forze dell’ordine. Non dimentichiamo che oltreoceano, negli Stati Uniti, le forze dell’ordine sono state sì da un lato responsabili anche di comportamenti inaccettabili nei confronti di persone di colore, ma d’altro lato capita non di rado anche l’eccesso opposto: di persone che in strada sono subito pronte a riprendere con il telefonino le forze dell’ordine che stavano cercando di impedire dei reati e rischiano continuamente di essere trascinati davanti a dei tribunali per motivi francamente pretestuosi e grotteschi. Si veda al riguardo il recente libro di Federico Rampini, Grazie, Occidente!

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Author: intellectualia