Gesù Cristo si è comportato in modo politico? Ad esempio ha modulato il suo modo di porsi in modo da adattarsi il più possibile al destinatario immediato dei suoi discorsi?
con le autorità religiose ebraiche
Per certi aspetti no: le sue diatribe con gli scribi e i farisei sono indubbiamente di una asprezza che testimonia come lui non ponesse molti filtri alle cose che diceva.
Tuttavia è un dato di fatto che anche nei confronti di scribi e farisei per quanto aspro fosse il suo linguaggio nei loro confronti, Egli non rivela, fino all’ultimo, la sua vera identità (“fino a quando ci terrai con il fiato sospeso?” gli dicono). Cioè anche nei confronti di scribi e farisei (delle autorità religiose del popolo ebraico), egli adotta quella che Don Giussani chiamava una pedagogia progressiva, che è una forma di politica. Perché Cristo adotta delle cautele nel suo modo di esprimersi, in modo tale che per quanto stesse in lui non scoccasse subito l’ora dello scontro totale e definitivo anche con le autorità religiose ebraiche.
con la gente comune
Ma è soprattutto con la gente semplice che Gesù Cristo si esprime in un modo che tiene conto del destinatario dei suoi discorsi.
1) Innanzitutto appunto c’è questa pedagogia progressiva per cui Cristo non rivela subito di essere Dio, ma prepara progressivamente il terreno, in modo tale che l’affermazione esplicita della sua divinità non giunga come un fulmine a ciel sereno ma giunga al termine di una parabola in cui diventasse sempre più plausibile quello che lui dovrebbe affermato. E questo può essere detto un modo politico di porsi; nel senso che lui non dice subito tutta la verità ma modula la sua comunicazione della verità in base alle condizioni soggettive di coloro a cui si rivolge.
2) In secondo luogo Gesù utilizza il linguaggio delle parabole quando si rivolge alla grande massa dei suoi ascoltatori, mentre soltanto a una cerchia ristretta rivela il senso delle parabole. Anche qui potremmo tradurre questo tipo di comportamento nel senso appunto di un’attenzione politica: Cristo non dice subito e a tutti ciò che lui sa essere vero, ma ne modula la comunicazione in base alla capacità recettiva del suo uditorio.
Del resto lui stesso aveva espressamente raccomandato i suoi discepoli di «non gettare le perle ai porci», per cui non tutto può essere detto a tutti e subito.