teorie del riferimento: divaricazioni da superare

Fri, 12/11/2009 – 19:29 — Bertoldi

Da un lato (teorie descrittiviste del riferimento, o internismo) c’è chi ammette il valore del contenuto intelligibile, e con ciò del pensare l’oggetto, ma non il suo riferirsi alla cosa stessa; dall’altro (teorie dirette del riferimento, o esternismo) c’è chi ammette il riferimento a un dato reale, oggettivo, trascendente la capacità concettualizzante dell’intelligenza, slegandolo però da quest’ultima.
Da un lato il concetto senza la cosa, dall’altro la cosa senza il concetto: si tratta di una divaricazione impropria, che nasce, a mio avviso, con ogni probabilità da una impropria concezione di intenzionalità, come abbiamo già detto.

Eccessiva comunque mi sembra la critica di Eva Picardi (Filosofia della comunicazione, 2005) a Putnam, allorchè evoca (p.41) nientemeno che Orwell e 1984, rimpreverando all’esternismo del filosofo americano di concepire un «pensiero per procura», affidato a esperti.

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Author: fbertoldi

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