Mi sembra che su questo problema hanno più ragione Putnam/Kripke specie per quanto riguarda gli individui (benché eccedano nell’accentuare la inconcettualizabilità del riferimento), mentre hanno più ragione Searle e descrittivisti nel caso di essenze universali (benché eccedano nell’ipotizzare una esauriente concettualizzabilità).
Probabilmente la chiave di volta per una soluzione sta nella distinzione tra conoscere e concettualizzare: il riferimento non è concettualizzabile (parte di verità di Putnam), ma è conoscibile (parte di verità di Searle).
Qual è il livello della conoscenza in cui ciò si può dare? LO abbiamo suggerito altrove (sul wiki di filosofico).