E’ sbagliata la pretesa della teologia politica, cioè di una politica cristiana vincolante fino al dettaglio. Per varie ragioni, come ha chiarito Massimo Borghesi, tra cui il fatto che altrimenti lo sbaglio del “politico cristiano” diventa lo sbaglio della Chiesa.
Ciò non significa che non ci sia un modo cristiano di fare politica; solo che trovarlo, o meglio approssimarvici è responsabilità personale del cristiano, meglio se in confronto con altri fratelli. L’ideale è e resta la cristianizzazione della società e della cultura, solo che si tratta di non assolutizzare a categorie e valori cristiani, quelle che sono forme contingenti, approssimazioni imperfette. La cristianità medioevale, come diceva già Maritain, non è la, ma è una forma, contingente e imperfetta, di cristianità. Non è che ha toccato il vertice della perfezione e dopo di essa ci possa essere solo decadenza.