Sul compito intellettuale ora

In filosofia ci deve essere confronto tra i cristiani, e non solo tra gli addetti ai lavori. ci possono essere alcune linee guida

    • insufficienza dell’impostazione analitica, che non fonda e non problematizza i temi fondamentali: l’io e il mondo e il loro rapporto, ma positivisticamente si risolve in riflessione sulla scienza, a cui sola spetta stabilire che cosa sia l’io (neuroscienze) e che cosa sia il mondo (fisica); ma la filosofia, pur facendo bene a considerare i dati scientifici, ha un proprio accesso alla realtà.

    • la bellezza nel senso balthasariano, come orizzonte della cultura cristiana, dopo la stagione patristica dell’amore e dopo quella scolastico-tridentina della verità è il momento della bellezza l’universale dentro un concreto.

    • oggetto della filosofia oggi non dovrebbe essere, come nella filosofia classica, l’essere, ma l’essere in cui ci sono io, la realtà-per-me, cioè l’esistenza. Molte cose del primo Heidegger sono giuste, in questo senso. Superare l’oggettivismo classico, cfr Tommaso sulla purezza1.

    • Riflettere su immutabilità e storia (teologicamente e filosoficamente) per capire l’atteggiamento giusto da avere sulla modernità, il cambiamento d’epoca.

1 Cfr. IIa IIae, q.154, a.12: tra l’altro “Quia ergo in vitiis quae sunt contra naturam transgreditur homo id quod est secundum naturam determinatum circa usum venereum, inde est quod in tali materia hoc peccatum est gravissimum“. Per l’Aquinate i peccati più gravi di lussuria sono quelli “contro natura”, tra i quali c’è, oltre che la sodomia e la bestialità, anche la masturbazione. Tali peccati sono complessivamente più gravi degli altri peccati mortali di lussuria, tra i quelli vi sono l’incesto e la violenza carnale. Se ne deve dedurre che per l’Aquinate un padre che violenta la propria figlia (incesto+ stupro) commetta un peccato meno grave di un adolescente che si masturba? Sarei lieto di poter rispondere negativamente, e aspetto qualche esperto in esegesi tomistica che chiarisca qual è secondo lui il vero senso del testo tommasiano. Resta però che vi è quanto meno una ambiguità. Che non è forse dovuta al fatto che il Doctor Angelicus sostiene un oggettivismo, che tende a prescindere dal contesto soggettivo (il fatto che sia una violenza carnale, che sia al di fuori del matrimonio e che sia incestuosa) e lo fa fissare esaurientemente sulla materialità, sulla oggettualità dell’atto (secondo natura è l’atto di un membro maschile che entra nel membro femminile, contro natura tutto ciò che non lo è)?

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Author: intellectualia

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