Mi colpisce che gente una volta moderata, di centro, o addirittura di sinistra, sia oggi schierata col populismo. Penso a R.R., o a P.Z., o a persone di mia diretta conoscenza, che un tempo votavano a sinistra e oggi invece sono populiste.
Questo fenomeno non va demonizzato, ma va capito. Perché accade questo?
Credo che la chiave interpretativa sia la paura. La paura che la vita e la civiltà che abbiamo conosciuto per secoli venga travolta e sopraffatta. Travolta e sopraffatta da qualcosa di estraneo, di diverso.
Da che cosa? Mi sembra che ci siano due grandi paure: la paura dell’islam (/dell’immigrazione) e la paura del gender. Qual è quella fondamentale, quella rispetto a cui l’altra è derivata, è un effetto? Direi la prima, la paura dell’islam. Infatti non si ha paura paura dell’islam perché si ha paura del gender, ma si ha paura del gender perché sia ha paura dell’islam. In quanto si pensa che il gender indebolisca demograficamente l’Occidente.
una paura ingiustificata
Di queste due paure la seconda mi pare non abbia ragion d’essere: non nel senso che il comportamento omosessuale sia eticamente corretto, ma nel senso che non accadrà mai che la civiltà si «omosessualizzi», che i gay diventino la maggioranza e impongano a tutti di diventare gay. Perché? Perché la ragione molto semplice che il comportamento omosessuale non è desiderabile, non è una bella mela rossa che appena può uno se la mangia di gusto, ma è la conseguenza di una condizione dolorosa che è di pochi, e che pochi resteranno qualunque facilitazione l’assetto legislativo preveda. La natura, in altre parole, esiste e non viene modificata legislativamente. In altre parole ancora: l’omosessualità non è una moda contagiosa. Pensarlo è semplicemente ridicolo e antiscientifico. Ripeto: non sto dicendo che le rivendicazioni LGBT siano (tutte) giuste; sto dicendo che non mettono in pericolo le fondamenta della civiltà. Per la semplice ragione che riguardano e coinvolgono una ristrettissima minoranza.
Ma, si dirà, allora la pretesa di ridurre, se non azzerare la differenza sessuale? Riguarda tutti. È vero, ma non è specifica della galassia LGBT, ma parte da una cultura più ampia e non coestensiva al movimento LGBT; una cultura che ha la sua punta di diamante nel femminismo, e che si radica nella convinzione della insensatezza della natura. A tale cultura è giusto opporsi, ad esempio contestando la pretesa abolizione delle parole padre e madre. Opporsi però non significa guerra senza quartiere: sappiamo che la natura non può essere sopraffatta e la natura è sessuata. E poi io ipotizzo che richieste di questo tipo siano esagerazioni autodifensive la cui necessità verrebbe meno nel momento in cui venissero diffusamente meno atteggiamenti persecutori, che ancora spingono molte persone al suicidio.
una paura giustificata
La paura dell’islam invece deve essere presa molto più sul serio. Mentre infatti è ridicolo pensare che i gay possano diventare la maggioranza, non è impossibile che lo diventino i mussulmani. E storicamente tale religione si è caratterizzata per un intreccio con la politica e per una sistematica tendenza coercitiva. Per l’islam i non mussulmani andranno all’inferno e Allah non vuole loro bene; quindi per il maomettismo radicale è giusto spingere, mediante la leva fiscale, giuridica e militare, tutti a convertirsi all’islam. Così è stato dall’inizio e fino ad oggi.
Dunque è giusto muoversi attivando tutte le leve culturali, comunicative e politiche per scongiurare l’instaurazione di un Califfato in Europa. Ma dentro un atteggiamento di fiducia di fondo nella Provvidenza.
in ultima analisi: una fiducia non paralizzante
Infatti in ultima analisi il problema è: chi è più forte, il Bene o il Male, Dio o il diavolo? Di conseguenza quale deve essere il nostro sentimento di fondo: paura o fiducia? Certo, per il peccato originale e l’azione del Maligno c’è il male. Ma non prevale.
E il Bene non è solo nella Chiesa visibile, ma in tutta l’umanità, invisibilmente raggiunta dallo Spirito e inconsapevolmente membra di Cristo. Viceversa nella Chiesa visibile ci possono essere sclerosi e irrigidimenti farisaici e clericali. Non tutto ciò che è fuori della Chiesa visibile, insomma, è cattivo; e non tutto ciò che è dentro la Chiesa visibile è buono. Che dunque, si dirà: siamo ai cristiani anonimi, di rahneriana memoria? No, non si vuole sminuire la decisività dell’incontro storico con l’avvenimento di Cristo, né negare la necessità della missione. La verità totale e il bene totale sono trasparenti in modo del tutto unico e speciale nel Corpo visibile di Cristo; solo che quest’ultimo, massima trasparenza della Civitas Dei, non coincide con essa, con il Regno di Dio. Il confine tra Civitas Dei e Civitas diaboli passa attraverso il cuore di tutti gli uomini, che solo il Mistero conosce. Come vedremo nell’Ultimo Giorno.