La “famiglia nel bosco”

la casa della famiglia del bosco

In questi ultimi mesi si è molto discusso in Italia, sul caso di una famiglia i cui genitori hanno deciso di vivere il più possibile segregati dall’umano consorzio e stavano allevando i loro figli senza mandarli a scuola, senza permettere loro relazioni sociali con coetanei, e senza consentire loro di fruire non solo di comodità, ma nemmeno di quanto è diventato ormai uno standard (come la possibilità di lavarsi).

Senza entrare nel merito della vicenda, si può osservare che è sì vero che i bambini non appartengono allo Stato, ma in un certo senso non appartengono nemmeno ai loro genitori, nel senso cioè che i genitori non hanno il diritto di vita e di morte sui loro figli, non hanno il diritto di fare di loro tutto quello che vogliono. Certo, una famiglia è auspicabilmente il primo luogo in cui un essere umano si forma, ma se una certa famiglia supera certe linee rosse, e viola dei diritti inviolabili dei figli, lo Stato ha il diritto e il dovere di tutelare i figli.

Quale potrebbe essere la linea rossa, oltre ovviamente i casi in cui i genitori operino delle vere e proprie violenze fisiche sui minori (il che è raro, ma non è impossibile, notiamolo per inciso)?

Una di queste linee rosse è il fatto di non mettere il minore nelle condizioni di non poter, quando sarà maggiorenne, disporre liberamente della propria vita. Inserendosi come lui riterrà più opportuno nella società.

Di per sé vivere in un bosco potrebbe non costituire un superamento di tale linea rossa, ma a una precisa condizione. Una condizione che non ipotechi la libertà della persona quando si affaccerà all’età adulta e dovrà poter scegliere. Ssarebbe insomma accettabile la scelta di vivere nel bosco, se i “genitori del bosco” dicessero: “questo è lo stile di vita che noi abbiamo scelto, ma ce ne sono anche altri. Quando sarete maggiorenni non vi costringeremo a seguire il nostro esempio, non vi faremo nessun ricatto morale, facendovi sentire in colpa se prenderete una strada diversa”.

E perché questo possa accadere, occorre come minimo che essi forniscano ai figli l’istruzione necessaria a non ridurli a degli emarginati sociali. E incatenarli così a sé, costringendoli anche da maggiorenni a vivere alle loro costole e alle loro dipendenze..

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Author: intellectualia