Questo lemma bislacco è stato proposto da P.Giannoni, dello Studio Teologico Fiorentino, e dovrebbe designare, spregiativamente, l’impostazione metafisica per cui Dio è l’infinitamente perfetto, l’Assoluto, all’interno del quale non può albergare contraddizione.
Giannoni sembra volere un discorso debole su Dio, con un tale primato della teologia sulla filosofia da sottrarre totalmente la prima alla seconda; vorremmo chiedergli: al punto che Dio possa ammettere in Sé non solo il paradosso (cioè l’apparente contraddizione), ma proprio la contraddizione? Se così fosse, col pretesto di combattere il razionalismo, si combatterebbe la ragione, e si negherebbe un fecondo nesso tra fede e ragione.
Sullo sfondo ci pare di scorgere la negazione che Dio sia onnipotente: se così fosse, si vedrebbe come il dato rivelato non sia affatto al centro delle preoccupazioni di questa impostazione teologica.