Ci sono cristiani ideologici che pensano di aver capito una volta per tutte il cristianesimo. Per cui il loro problema è applicare (/imporre) lo schemino angusto in cui credono di poter ingabbiare il Mistero. E siccome il mondo non si fa più ingabbolare da tale pretesa, si percepiscono come un fortino assediato, circondato da un mondo ostile e perverso, e che perde sempre più uomini e terreno: resistenza! Resistenza! Resistenza! Vedi opzione Benedetto: isolarsi dal mondo come se la realtà fosse cattiva e totalmente preda del Male. E come se invece loro fossero gli unici puri e gli unici giusti. Loro sì che hanno capito tutto. Gli altri non capiscono niente.
Invece Giussani da una parte valorizzava anche atei e non credenti come Leopardi, Pascoli, Pasolini e perfino Nietzsche, mentre d’altra parte era severo coi nuovi farisei che credevano di aver capito tutto, e magari occupavano posizione di potere nella Chiesa senza mettersi in discussione umanamente. Del resto lo stesso Cristo era più severo coi farisei che con pubblicani e prostitute. Ineliminabilità del senso religioso. «Deus semper Maior».
Intendiamoci: ci sono cose del cristianesimo che si possono capire. E infatti i dogmi sono qualcosa che viene stabilmente creduto. Sostanzialmente allo stesso modo da S.Pietro e dall’ultimo credente di oggi e dell’ultimo giorno in cui durerà il mondo.
Ma sia personalmente sia comunitariamente i dogmi vengono capiti nella loro portata, nella loro implicazioni, storicamente: quello che non era (così) chiaro ieri può diventare (più) chiaro oggi, quello che capiamo poco oggi, domani altri capiranno meglio. Se no, perché Dio avrebbe creato la storia? Si è sbagliato? Ha creato qualcosa di inutile? È forse la storia noiosa ripetizione dell’esattamente identico? Non dell’esattamente identico, ma del sostanzialmente identico. E tutto può aiutare a capire: ciò che è dentro, ma anche ciò che è fuori dalla Chiesa visibile.