Solo chi non è semplice di cuore può pensare che Benedetto XVI abbia detto, nel suo grande discorso di Ratisbona il 12 settembre, qualcosa di offensivo contro qualcuno.
Il Papa infatti ha detto la verità ovvia per ogni cristiano: che Dio non può volere la violenza, né vuole forzare alcuno a credere. Dunque non si può fare, in nome di Dio, la guerra agli infedeli, la jihad. Come invece, ha fatto e fa il fondamentalismo fanatico (da non confondersi con l’Islam tout court).
Nessuno, che concepisca Dio come Bene e come Amore, può allora sentirsi offeso. Offeso potrà essere solo chi pensi a Dio come un pretesto per affermare il proprio potere su altri uomini, tenendoli come burattini, avendo loro fatto credere che la fede azzeri la ragione e richieda una fiducia assolutamente cieca.
Non è infatti un omaggio al Creatore del mondo l’uso della violenza, ma un omaggio a un progetto totalitario violento, che col Mistero non c’entra per niente. Anzi conduce molte sue creature a bestemmiarLo (“come può volere questo?”).
Grazie, Santità, per averci ancora una volta ricordato che Deus caritas est.