Che cos’è la follia? In sintesi è follia il prescindere dalla realtà, prendere congedo dalla realtà, abbandonare quello che Freud chiamava il “principio di realtà”.
E che cos’è la realtà? E’ ciò che ci è dato dai sensi, e che con la ragione possiamo cercare, per quanto imperfettamente e dialogicamente (intersoggettivamente), di capire. Quando però la ragione, invece di piegarsi pazientemente sulla realtà, accettando il suo limite di non poterla capire perfettamente e tutto d’un colpo e in solitudine, pretende di erigersi a tribunale insindacabile e chiuso in sé stesso, si fa un primo passo verso la follia. In questo senso Chesterton diceva che «the madman is the man who has lost everything except his reason» (Chesterton, Ortodoxy, III, The maniac).
Si può dire che certe idee politiche siano folli? Nella misura in cui si allontanano dalla realtà, o comunque non tengono conto di tutti i suoi fattori, certamente.
Può uno dare giudizi sani (=non folli) sulla realtà quotidiana (il microcosmo) e giudizi folli sulla realtà politica (il macrocosmo)? E viceversa può uno dare giudizi sani sul macrocosmo e giudizi folli sul microcosmo?
Micro- e macro- cosmo sono intimamente collegati: quindi lo sforzo di conoscere più o meno adeguatamente (=realisticamente, non follemente) l’uno, non può non avere riverberi su come uno si accosta all’altro. Esiste inevitabilmente una circolarità, una reciproca causalità.
Ma è possibile che uno sia, ad esempio, più folle nel giudicare il macrocosmo, e più sano nel giudicare il microcosmo? Sì, lo è. Ma fino a un certo punto: uno non può essere totalmente folle in un ambito e totalmente sano nell’altro. Di fatto, siamo tutti parzialmente folli e parzialmente sani, e nell’uno e nell’altro ambito. In proporzioni però che, nella stessa persona, non possono variare in modo troppo accentuato: nel senso che, ad esempio, uno può essere sano all’80% nel giudicare il microcosmo, e sano al 70% nel giudicare il macrocosmo. Ma non sano al 90% nel primo caso e sano al 10% nel secondo. O viceversa.
Un amico mi diceva con dolore che una persona a lui cara ha gravi problemi di salute mentale, essendosi ostinato ad aderire a una interpretazione complottistica del “macrocosmo” politico. Nietzsche potrebbe essere un altro esempio di come usare male la ragione per conoscere il macrocosmo, può causare danni gravissimi al proprio approccio al microcosmo quotidiano.