Analogie tra movimenti ecclesiali e ordini religiosi? Fino a un certo punto.

Si parla spesso, nel mondo cattolico, di una analogia tra gli ordini religiosi e i movimenti ecclesiali fioriti nel ‘900. Si tratta in effetti, in entrambi i casi, di fenomeni carismatici. Tuttavia le analogie non vanno spinte oltre un certo limite.

Infatti vi è una differenza immediatamente constatabile, ossia che uno può appartenere a un movimento ecclesiale e al tempo stesso a un ordine religioso: esistono ad esempio francescani di CL, benedettini di CL. Mentre non possono esistere francescani benedettini, o domenicani gesuiti: o si è in un ordine o si è in un altro.

Questa differenza “fenomenica” si radica in una differenza più profonda, che riguarda l’essenza stessa dei due fenomeni carismatici. In effetti mentre gli ordini religiosi riguardano la forma vocazionale, i movimenti riguardano la condizione comune dei credenti. Mentre i movimenti ecclesiali si pensano come qualcosa di transitorio, destinato a confluire nella Chiesa, una volta che questa avrà recuperato la sottolineatura per la quale il movimento è nato, gli ordini religiosi si pensano, e sono, qualcosa di definitivo. L’ordine francescano non è destinato a scomparire in una Chiesa che abbia pienamente recuperato il valore della povertà, l’ordine carmelitano non è destinato a scomparire in una Chiesa che abbia pienamente recuperato il valore della preghiera personale. Giussani invece auspicava che il Movimento si dissolvesse in una Chiesa che avesse recuperato il valore del cristianesimo come avvenimento e dell’unità tra i credenti.

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Author: intellectualia