un pazzo?
Una domanda che si fanno in molti è fino a che punto Trump sia mentalmente squilibrato, e fino a che punto finga soltanto di esserlo.
In effetti quello che lui fa non è privo di qualsiasi logica: ad esempio le sue parole, apparentemente folli, muovono, e non di poco le borse, facendo nel giro di poche ore scendere o salire il valore di molte azioni. E, guarda caso, lui e i suoi amici comprano, a prezzi di occasione, quando tutti stanno vendendo (per le sue parole allarmanti) e poi vendono quando le sue parole hanno rassicurato i mercati, facendo risalire il valore delle azioni. “Chiamalo fesso!”, avrebbe detto Totò.
Ma anche in qualcosa di buono Trump si rivela meno pazzo di quanto sembri: le sue sanzioni economiche alla Russia non sono esattamente una carezza. Sono una pressione per spingere a quella trattativa che lui continua a illudersi possa avvenire con un personaggio come Putin, da cui viene puntualmente deluso, senza che ciò cambi di una virgola la sua incrollabile fiducia nella affidabilità del dittatore.
Insomma, Trump è certamente meno pazzo di quanto appaia. E forse c’è anche una componente di voluta teatralità nel farsi credere più pazzo di quanto non sia.
una parola assente nel suo vocabolario
Rimane tuttavia che in lui c’è un grosso, radicato e radicale limite: quello di non conoscere una parola. C’è una parola che è assente nel suo modo di ragionare: la parola giustizia. O meglio giustizia naturale. A cui si affianca l’altra parola, del tutto ignota a Trump, la parola diritto.
Ho aggiunto l’aggettivo naturale, perché in realtà Trump ama presentarsi come il paladino di una giustizia soprannaturale, c’è in lui infatti una componente pseudo-mistica (che ha nel suo spiritato, invasato, vice, Vance, la sua massima espressione): Trump come il nuovo Messia, il Principe della Pace destinato a ricreare il mondo.
Sui veda questo video:
Però, schiacciata tra tale pseudo-giustizia pseudo-mistica e il cinismo più spietatamente opportunistico, la giustizia naturale, la giustizia razionale, la giustizia riconoscibile dalla ragione di cui tutti i figli di Adamo sono dotati, è in lui pressoché assente. Per lui è un vuoto nome, un flatus vocis. Irrilevante e insignificante.
Questo è il suo il suo maggior limite. Che è un limite enorme: perché tolta la giustizia, l’unica regola dell’agire è l’utilità, l’opportunità, il cinismo più bieco pago dell’immediato. Senza riferimenti etici. Ma solo, al limite, per chi è così ingenuo da credergli, con riferimenti pseudo-mistici. Che hanno in comune, col cinismo, il fatto di essere particolaristici. Mentre solo la giustizia è universalmente condivisibile, è il terreno che davvero può accumunare tutti gli esseri umani e consentire una convivenza, intersoggettiva e internazionale, pacifica e ordinata.