elezioni: Brunetta zavorra il PdL

Ben lontani dal 45% trionfalisticamente sbandierato da Berlusconi, insuccesso tanto più bruciante in un contesto europeo di avanzata del centro-destra, il PdL paga
a) l'attacco furioso e scervellato di Brunetta al pubblico impiego (ma avrà fatto quattro conti per valutarne il peso elettorale?) e b) le indecisioni sul versante multiculturalismo (con Fini impegnato tutti i giorni a superare a sinistra Franceschini).
Che sia così lo dimostra, rispettivamente:
a) il successo dell'UDC, sensibile alla dignità del pubblico impiego e in genere del lavoro dipendente
b) il successo della Lega, che non ha i contorcimenti verminosi di Fini e parte del PdL in tema di difesa dell'identità.
A sinistra, come prevedibile, il PD paga l'aver impostato la campagna sull'attacco sguaiato e becero a Berlusconi: se il punto è quello, attaccare il premier sul piano personale invece che proporre progetti concreti, tanto vale allora falo fare a chi in quello è molto più bravo, l'IDV appunto.
E alla sinistra più estrema va il mongolino d'oro: divisi si perde. Non glielo aveva detto nessuno?

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Author: intellectualia

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