Cinema Paradiso? A proposito di visio beatifica.

La concezione prevalente nella teologia occidentale vede la vita eterna come consistente essenzialmente in un atto di conoscenza, la visione “beatifica” di Dio, a cui conseguirà la felicità. Nella teologia orientale invece vi è piuttosto l’immagine del banchetto eterno. Cercherò di spiegare perché questa seconda immagine mi sembri meno inadeguata.

In effetti, l’idea di visio beatifica, pur senza essere sbagliata, si presta talmente a interpretazioni riduttive che una sua revisione sarebbe sommamente auspicabile. Quali interpretazioni? “Vedere Dio” può facilmente essere inteso come qualcosa che ogni singola persona farà, nella sua cabina, prendendosi il piacere di vedere Dio come un Oggetto, qualcosa di posto davanti ai suoi occhi (corporeo-spirituali). Sarà un po’ come per gli spettatori in una sala cinematografica: al Cinema Paradiso vedremo il film “Dio”. Un film che durerà un’eternità. Ognuno seduto al suo posto a guardare. Ognuno vedrà qualcosa che sarà fuori di lui (un Oggetto, ob-iectum, posto davanti, ob) e ne godrà separatamente da tutti gli altri beati. Io però non credo che questa sarebbe un’immagine giusta.

La vita eterna mi pare piuttosto partecipazione alla vita di Dio, e Dio è Santissima Trinità, comunione, unità. Dunque partecipate alla vita del Dio uni-trino significa vivere una comunione, una unità coi Tre e con tutti gli altri beati. Questa unità non sarà qualcosa da contemplare (soltanto), ma da vivere. C’è qualcosa di vero nella tesi di Duns Scoto che la libertà (di scelta) non sarà tolta nell’eternità. Non nel senso che qualche beato a un certo punto potrà cambiare idea e andare con diavolo, ma nel senso che non saremo passivi spettatori di un Oggetto, ma attivi co-protagonisti di una unità, che sarà l’essenziale motivo della nostra beatitudine. Perché parteciperemo alla vita di Dio, e Dio è beato proprio per la perfetta unità che vivono i Tre.

In altre parole, per dirla con Fromm, la vita eterna non consisterà tanto nell’avere (Dio come Oggetto), quanto nel’essere (partecipi della vita trinitaria).

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Author: intellectualia