Wed, 07/29/2009 – 14:38 — Bertoldi
Mi sto progressivamente convincendo che uno degli errori più seri, diffusi nella impostazione analitica, sia una insufficiente percezione del carattere misteroso della realtà.
Del resto di che stupirsi? E’ tutta la filosofia moderna che ha smarrito il senso del mistero e preteso di illuminare a giorno ogni angolo del reale. La filosofia di matrice cristiana ha ricorrentemente denunciato tale propensione.
Nel caso della filosofia analitica lo smarrimento del senso del mistero ha una documentazione particolarmente evidente nell’oblio del concetto di inerenza.
L’inerenza è un fenomeno misterioso, per cui la realtà è multistratificata e complessa, non esaurientemente risolvibile in parti semplici (non atomizzabile). Una proprietà ad esempio inerisce a un dato soggetto (/ente) senza esaurirlo e potendo anche cessare di inerirgli (è ad esempio il concetto aristotelico di accidente).
Al concetto di inerenza, implicante il mistero, si è sostituito quello di relazione, che è costituita tra elementi reciprocamente esterni.