Un credente crede che la vita umana sia intangibile; ma un non credente (in Dio creatore) invece? Io credo che anche un non credente possa credere che la vita umana sia intangibile, salvo poi differire dal credente nel determinare i confini della vita umana.
Per un credente tutta la vita dell’uomo è vita umana, per un non credente no: ci sono situazioni in cui la vita dell’uomo non è umana: laddove la sofferenza o il limite superano una certa soglia di accettabilità, rendendo la vita non più degna di essere vissuta.
Un credente accetta la vita incondizionatamente, credendo che essa è dono del Mistero creatore, un non credente accetta la vita condizionatamente, a condizione che essa risponda a certi requisiti (che il dolore, ad esempio, non superi una certa soglia, o che il limite non appaia distruggere la dignità umana), non potendo escludere che essa sia solo frutto del caso, senza un senso oggettivo.