Prosegue quanto detto nel precedente post di oggi, dove ho affrontato la questione ucraina da un punto di vista giuridico. Si potrà dire: tutto ineccepibile, da un punto di vista giuridico, ma da un un punto di vista sostanziale, non è la Russia troppo forte per farsi sconfiggere?
E qui c’è un enorme equivoco da correggere:
1a) l’aggressore non è la Russia, ma Putin (e l’oligarchia che lo sostiene); quindi ad andare punita non è la Russia, ma Putin (e chi lo sostiene). In altri termini questa non è una guerra etnico-nazionale (la Russia contro l’Ucraina), ma è una guerra ideologico-valoriale (le dittature contro le democrazie). Non è un caso che con Putin si siano schierati tutti i regimi dittatoriali del mondo (in primis la Cina comunista, la Corea del Nord, l’Iran) mentre con l’Ucraina si siano schierate le democrazie (“Occidente” più Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Israele).
1b) In questo senso l’analogia con la Seconda Guerra Mondiale ci sta tutta: la guerra non era contro la Germania, ma contro Hitler. E’ vero che la Germania stessa ha dovuto pagare (ridotta territorialmente e divisa in due per decenni), ma appena finita la guerra i legami tra Germania (occidentale) e mondo libero sopo ripresi alla grande, in un contesto di solidarietà e in qualche modo addirittura di fratellanza.
1c) Così, nel momento in cui finalmente la Russia si liberasse della dittatura putiniana, ci potrebbe finalmente essere un abbraccio tra tutti i popoli liberi del mondo e il popolo russo, che ha molto da dare, come molto ha dato al mondo, ad esempio a livello letterario, artistico e musicale.
Si dirà: va bene, ma la Russia oggi è Putin ed è una potenza invincibile.
Anche questa è una valutazione da rivedere. Se fosse così invincibile, come mai il Davide ucraino, benché aiutato solo col contagocce da un Occidente pavido e tentennante, ha potuto non solo resistere per un anno all’invincibile Golia, ma è anche riuscito a strappare dei territori precedentemente occupati dai russi? Se il Golia russo è invincibilmente forte, come mai deve farsi aiutare dall’Iran e dalla Corea del Nord? Come mai deve arruolare dei mercenari? Come mai deve arruolare dei carcerati (secondo alcune stime sarebbero loro la maggioranza dei soldati russi)? Come mai decine di migliaia di giovani, alla faccia del granitico consenso che si suppone abbia Putin, sono fuggiti precipitosamente all’estero, nell’autunno 2022, per non dover andare a farsi ammazzare in Ucraina? La realtà è che la Russia non è nemmeno lontanamente più forte dei paesi democratici messi insieme. Non lo è da nessun punto di vista, né demografico, né economico, né tecnologico, né militare.
Il problema invece, e qui scendo in un territorio più ipotetico, o almeno uno dei problemi è che nei paesi democratici l’opinione pubblica è preoccupata solo dell’immediato: se ci fosse disponibilità a un piccolo sacrificio oggi in vista di un enorme vantaggio domani, si sarebbe potuto abbreviare di molto la guerra, e risparmiare moltissime sofferenze, agli ucraini, ma anche ai russi e a noi stessi. Sarebbe bastato usare nel modo più deciso possibile l’arma economica. Certo, questo avrebbe avuto un costo. E noi non siamo disposti a pagarlo. Ma chi può dire che, se si fosse usata di più la leva economica, certo senza trascurare quella militare, non si sarebbe potuto spendere molto di meno in armi? Chi può escludere che si sarebbe potuto strangolare economicamente il regime putiniano, spingendo la popolazione russa a rovesciarlo? E a darsi finalmente una reale democrazia, in cui la verità e i diritti umani siano riconosciuti.
Invece abbiamo preferiti usare il contagocce. Pagare a rate. Pagare 1000 in tante rate, piuttosto che pagare 100 subito. Per non turbare un’opinione pubblica che non sa guardare oltre il proprio naso. E così tutto si allunga e si protrae.
Seguirà un terzo post, sugli aspetti teologici della questione.
Un pensiero riguardo “Golia è invincibile?”
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