Giusta indignazione?

È una tesi costante nell’insegnamento di Cristo prima e della chiesa poi quello di distinguere tra errore ed errante, tra peccato e peccatore. Uno dei cardini della visione cristiana della realtà infatti è la misericordia, Ma la misericordia va verso il soggetto che pecca e non verso l’atto sbagliato da commesso.
Quindi quando ci indigniamo nei confronti di una persona (o di più persone) lì c’è certamente l’azione della Menzogna, dell’Angelo delle tenebre.
L’indignazione, ammesso che questo termine sia appropriato (forse sarebbe meglio parlare di orrore), ci può essere, ma nei confronti dell’atto malvagio non della persona che lo ha compiuto. Compiendo un atto malvagio una persona non ha realizzato se stessa, ma ha tradito se stessa, la sua natura e quindi non può essere davvero felice e realizzata. E quindi merita di essere oggetto di commiserazione piuttosto che di indignazione.
Certamente, questo non toglie che quando una persona o un sistema di persone pone in essere sistematicamente delle azioni malvagie che danneggiano altri sia legittimo e doveroso fare il possibile per neutralizzarli e impedire loro di proseguire in questa azione malvagia. Ma senza odio, e senza indignazione nei confronti delle persone. Sino all’ultimo occorre sperare e pregare che ogni essere umano vivente sulla terra si converta alla Verità.

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Author: Intellectualia

Autore dei siti del gruppo Cultura nuova

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