La beffa è questa: per la Camera ci sono solo 25mila voti di scarto a
vantaggio dell’Unione, vantaggio che è contestabile e contestato (più di
40mila schede protestate con ricorso agli organi competenti), a fronte
dei più di 300mila vori di scarto a vantaggio della CdL al Senato. Ma la
CdL avrebbe perso.
Politicamente la CdL porta a casa un successo strepitoso nel Nord (in Veneto sfiora il 58%, in Lombardia il 57%, recupera il Piemonte)
senza contare i risultati di Puglia e Lazio, oltre che la Sicilia.
Aritmeticamente i voti del Nord contano come quelli del Sud, ma
politicamente non è così: il Nord è la locomotiva economica del Paese.
Un governo fatto contro il Nord è politicamente un azzardo
irresponsabile. Dove contro il Nord vuol dire contro non il 50, 01%, ma
contro un’ampia e chiara maggioranza.
Beffardo anche il voto degli italiani al’estero: hanno sputato nel
piatto che veniva loro offerto. E’ stata la CdL a farli votare, cosa mai
accaduta, e loro così hanno mostrato la loro gratitudine. Bravo
Tremaglia! Che questa trovata di far votare gente che pensa che la
capitale d’Italia sia Venezia (Cossiga) abbia determinato l’esito delle
elezioni, appare una beffa grottesca.
Dunque, al di là di quanto dirà la Cassazione c’è il dato politico: se
davvero Prodi volesse una pacificazione la strada non è il muso duro e
l’arroganza dimostrata nei primi tempi del dopo-elezioni, ma la presa
d’atto che il Paese è spaccato, con il Nord che gli è nettamente contro,
e dunque una disponibilità ad accordi con la CdL, accordi anche di
governo.
Solo belle parole, sarebbero beffa su beffa
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il moderatore del gruppo Culturacristiana
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