Deus ludit in orbe terrarum

Io credo che Dio esiste ed esercita una provvidenza.

Non una provvidenza su altro mondo.

Non una provvidenza sul mondo che noi vorremmo.

Come se Dio se ne fosse andato da questo mondo. Come se Dio avesse esposto il cartello: «torno tra due secoli».

Esercita la Sua provvidenza su questo mondo. E’ presente in questo mondo.

Per cui il nostro stato d’animo di fondo non dovrebbe essere angoscia o odio, ma letizia e fiducia.
Ci sono i problemi e le sofferenze, certo, ma sono occasioni per “addestrarci” a fare “capriole” (=sperimentare che Lui ci aiuta nelle nostre necessità), così da giungere preparati all’ultima, grande “capriola”, di quando moriremo. Deus ludit in orbe terrarum, ricordò una volta don Giussani.

Chi si prende troppo sul serio o vive uno stato d’animo di perenne arrabbiatura, di perenne, angosciato e angosciante allarme, come se il mondo dipendesse da lui, non ha molta fiducia nella provvidenza. E tra l’altro si pone inevitabilmente in rotta di collisione con gli altri, perché pretende che tutti accettino i suoi angusti e limitati schemi e progetti. E così, come il cavaliere della canzone di Chieffo prima di scendere da cavallo e guardarsi specchiato nel fiume (della grazia), combatte contro nemici visibili, dimenticando che il vero Nemico è invisibile, è il Diavolo, che gode nel suscitare guerre tra i figli di Adamo.

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Author: intellectualia

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