Recentemente la questione del fascismo è tornata alla ribalta (si pensi ai saluti romani a Predappio e altri casi simili). Una breve riflessione. Da una parte è innegabile che il fascismo sia stata una vicenda storica negativa, un fenomeno negativo, per tanti motivi, ma fondamentalmente per essersi affermato e mantenuto con la violenza.
Il fascismo è stato una realtà violenta e dittatoriale, cioè è una parte della società che si arroga il diritto di comandare le altre parti e quindi che pretende di essere il tutto, come accade in qualunque fenomeno dittatoriale. Il fascismo si afferma con la violenza, creando un clima di intimidazione, picchiando e in alcuni casi uccidendo anche i suoi avversari politici; e si mantiene poi al potere con un regime che impediva il dibattito libero e impediva ai cittadini di esprimere liberamente la propria volontà, mediante delle elezioni in cui si potesse scegliere tra diverse liste. Non c’era che una sola lista e si poteva votare solo quella, come in tutti i regimi dittatoriali.
Senza contare che poi anche in politica estera il fascismo si lega a un certo punto al nazismo, che è una delle peggiori dittature che siano mai esistite. Il fascismo è globalmente un fenomeno negativo, ma è negativo appunto per il fatto di essere una dittatura. Ora, che si contrasti il fascismo va bene, ma che lo si contrasti in nome di un’altra dittatura, cioè quella comunista, questo non va più così bene.
Anche perché significa dimenticare che il fascismo, e quindi poi anche il nazismo e altri regimi dittatoriali che costellano l’Europa tra le due guerre mondiali, sono delle forme politiche che nascono per reazione contro la rivoluzione d’ottobre, contro il comunismo. Ora, è chiaro che il comunismo aveva degli obiettivi, degli ideali, delle intenzioni migliori di quelle del fascismo e del nazismo: una società di uguali, una società in cui fosse abolito lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, di una classe su un’altra classe, e che garantisse uguale dignità e uguale benessere a tutti.
Questo nelle intenzioni, ma nella realtà concreta le cose non potevano che andare come sono andate, perché non è possibile che si realizzi una perfezione assoluta in questo mondo, oltretutto mediante una serie appunto di violenze, come quelle che il comunismo, in particolare, ma non solo, con Stalin, ha compiuto. Sono infatti stati uccisi milioni di esseri umani. Certo, con delle intenzioni nobili, ma sono stati uccisi milioni di esseri umani ed è stato instaurato un regime che non ha paragone con il fascismo per quanto riguarda la pervasività e il tentativo appunto di plasmare la mentalità delle persone, per creare un uomo nuovo secondo l’ideale marxista.
Opporsi a una dittatura più blanda in nome di un ideale dittatoriale più aspro e più totalizzante e più disumano, non è quindi coerente. Va bene infatti contrastare un male, ma non per affermare un male ancora maggiore.
Senza contare che spesso il tema dell’antifascismo è stato utilizzato in maniera strumentale a un progetto politico. Questo, ripeto, non toglie che il fatto di provare nostalgia oggi per una realtà come quella del fascismo appare veramente inconcepibile, non ha senso. Mentre purtroppo c’è gente che invece persegue questo tipo di idee.