animali razionali

C’è nell’agire dell’uomo una duplice componente: una componente egoistica, potremmo dire ferina, quella per cui uno si propone a) come obiettivo il proprio esclusivo interesse, anche a costo di danneggiare altri, e b) per raggiungerlo usa mezzi “ferini”, (machiavellicamente) da “golpe” e da “lione”: l’astuzia ingannatrice e la forza prevaricatrice; ma c’è anche una componente razionale, che lo fa tendere (anche) a ideali universali e al bene comune, da attuarsi anche dialogando sinceramente con i propri simili con argomenti intersoggettivamente condivisibili.

Che ci sia non solo la prima componente lo si evince anche dal fatto che gli esseri umani si vergognano (normalmente) di motivare le proprie azioni (ai propri stessi occhi e comunque agli occhi degli altri) in termini esclusivamente o anche solo prevalentemente egoistico-ferini.

I “maestri del sospetto”, Marx, Freud e Nietzsche hanno insegnato che dietro le motivazioni razionali-ideali, nobili e “spirituali”, stanno in realtà motivi meschini, materiali, ferini: rispettivamente l’interesse economico, quello sessuale e “la volontà di potenza”. Questo è solo parzialmente vero. L’uomo è anche un “animale” egoista, ma è anche “razionale” (ζώον λογικόν, diceva Aristotele), non è solo “ange”, ma non è neanche solo “bête” (Pascal).

destra e sinistra

La destra rappresenta in generale genere i forti, a cui conviene essere egoisticamente ferini, cioè affermare la propria forza (da “golpe” o da “lione”) per prevalere. In questo senso è logico che il tipo umano di destra sia insofferente delle regole razionali, e preferisca affidarsi all’istinto e all’intuito (ovviamente non sto dicendo che un borghese non faccia calcoli razionali, ci mancherebbe, ma nella misura in cui è un “puro” borghese il calcolo razionale è subordinato all’interesse egoistico “ferino”, alla volontà di affermare sé stesso anche contro gli altri, anche danneggiando (gli) altri).

La sinistra rappresenta in genere i deboli (=coloro che, “come animali”, sono deboli e sul piano della forza ferina sarebbero destinati a soccombere), coloro che essendo deboli sul piano della forza, cercano scampo nella razionalità comunicativa e nello statuizione di regole razionali-universali, che pongano un argine alla prepotenza dei forti.

Il rischio di questa seconda posizione, meno evidente del rischio insito nella prima, è quello di imbrigliare non solo gli impulsi distruttivamente egoistici dei forti, ma anche quelli costruttivi. Che sarebbero utili anche al bene comune. Perché una società non può efficacemente reggersi solo su regole istituzionali ma deve anche fare affidamento all’iniziativa (particolare/particolaristica) di chi accetta di rischiare. Ad esempio lo Stato non dovrebbe essere un protagonista economico, ma stabilire delle regole ai protagonisti economici, insomma non deve giocare, ma arbitrare.

Ricapitolando, se la destra rischia di essere nomofobica, la sinistra rischia di essere nomolatrica. Ci vuole invece un giusto equilibrio, che tenga conto di tutte le componenti dell’uomo.

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Author: intellectualia