lo scisma (recidivo) dei lefevriani

In seguito alla ordinazione, non autorizzata dalla Santa Sede, di nuovi vescovi, è scattato lo scisma (il secondo) della Fraternità San Pio X (meglio nota come i lefevriani, o lefebvriani) dalla Chiesa cattolica.
I toni da loro usati per giustificare lo scisma ostentano mitezza e umiltà (non contestano ad esempio che il papa sia il legittimo successore di Pietro, non sono cioè sedevacantisti, almeno a parole). Ma la sostanza è di una sorda ostinazione nel volersi erigere a giudici inappellabili della ortodossia.
In effetti per tale fraternità i papi seguiti a Pio XII sono tutti modernisti (ossia, poco o tanto eretici), e modernista e anticattolico è stato l’intero Concilio Vaticano II. Insomma: il 99% dei cattolici (la totalità dei papi seguiti a Pio XII, e la quasi totalità dei vescovi, dei preti e dei fedeli), sono eretici. Gli unici ortodossi sarebbero loro. I veri custodi della Tradizione sarebbero loro. Non sembra proprio il massimo dell’umiltà.

In sintesi, si può ben ammettere che ci siano state delle deviazioni nel post-Concilio, nel senso di un orizzontalismo superficiale e sociologizzante. La Santa Messa è molto spesso diventata una festa tra esseri umani, senza il senso del Mistero. Il senso di trovarsi, “con timore e tremore”, al cospetto di Uno, che ci ama, ma che noi abbiamo offeso, e continuiamo a rattristare.
Ma questa deviazioni non le ha prodotte il Concilio, bensì una certa interpretazione, deviante, del Concilio.

Una interpretazione alimentata anche da quello che si potrebbe chiamare l’opposto estremo: un tradizionalismo moralistico e rattrappito, quello che O. Clément chiamava un pietismo impaurito della vita, che fa della paura dell’Inferno neanche tanto il principale, ma l’unico fondamento della vita cristiana.

Al fondo ci potrebbe essere la nostalgia di un rassicurante utero, che ripari dai rischi e dall’imprevisto. Ma che sarebbe, in realtà, un rifiuto del metodo di Dio, che non ha voluto imporsi, ma proporsi. E ha accettato la Croce. L’ultraconservatorismo sembra invece, con la sua pretesa che la fede sia imposta a tutti, voler risparmiare il rischio e la Croce, così da garantire una serenità blindata in questo mondo. Come se il Suo Regno fosse di questo mondo.

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Author: Intellectualia

Autore dei siti del gruppo Cultura nuova

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